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poesia di  Carmelo PRINCIOTTA

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Princiotta Carmelo

Librizzi Pippo

Cangemi Joe

Gammeri Pippo 

Mazzù Nino

Natoli Vito

Pizzino Maria

Valenti Rocco

Armeli Gino

La ballata del bimbo ferito

Princiotta Carmelo

Luciano Budigna

Mariagrazia Di Stasi

Arcodia Pasqualino

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I giuochi fantastici dei bimbi non sono oziose ore perse.

I fanciulli esplorano la realtà con la fantasia, imparano a distinguere dove finisce l’una e comincia l’altra.

Si esercitano a vincere le cento paure ataviche dell’animo umano e ne ricavano fiducia e rassicurazione.

E’ un giuoco serio che gli adulti devono rispettare.

Il fanciullo così costruisce la propria personalità.

L’adulto di questo racconto in versi, però, è troppo ignorante per rendersi conto di quali guasti possa procurare la propria sciocca derisione.

Così prende per matto un bimbo di sei anni che, con la sua spada di legno, combatte e uccide immaginari mostri malvagi, in forma di piante di ficodindia.

All’età di sei anni era un eroe.

 

Partiva per il mondo ogni mattino,

compiva missioni critiche,

affrontava il destino,

che mostri spaventosi

ponea sul suo cammino.

 

Aveva la sua spada,

in petto un cuore impavido,

in gola l’urlo guerriero,

e il drago, pur s’era orribile,

periva ineluttabile

sotto i colpi mortali

del brando suo fatale.

 

Ei sempre vittorioso ripartiva

al fin d’offrire il suo braccio indomito

e i più negletti deboli salvare.

***

Ma un triste giorno

(da dimenticare),

un uomo sciocco

(e inabile a sognare)

colpì alle spalle e il cuore gli ferì.

 

- Che fai?

 

gli urlò con voce perentoria,

mentr’ei pugnava vegetali titani,

- che fai ? - ghignò di nuovo

e lo schernì.

 

Il bimbo irriso si sentì morire

quando quel tale un pezzo sghignazzò.

 

Quel fragoroso e sgangherato riso

le pargolette gote gli avvampò.

 

Fuggì frustato a sangue il più lontano;

MAI PIÙ quel finto scontro l’allietò.

***

Sebbene siamo ancor negli anni teneri,

noi conosciamo già il vero limite

tra le invenzioni del mondo più splendido1

e le durezze della realtà:

di qua o di là saltare dunque è possibile

e intanto, quel che fu fanciullo timido,

pian pian si fa ragazzo sereno e lucido.

 

Anch’ei così accresceva il suo pensiero

finché non incappò in quell’uomo stupido

che brusco il suo bel gioco calpestò,

quantunqu’ei non avesse debellato

i dubbi del fanciullo e le paure.

 

Così l’eroe bambino, che ogni giorno

restando invitto

pur li sgominava,

trafitto fu alle spalle e rovinò.

 

 

1 del mondo più splendido, il mondo della fantasia

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carmelo.princiotta@tin.it

lunedì 20 aprile 2015                  scrivi a: webmaster@dyoniso7outline.com        Sicilyland.it