L’Egoismo e la bontà
(a
Guido Galipò, morto giovanissimo, nel 1970)
E’gelida, selvaggia e senza cuore,
la madre nostra
[1] che
ci generò.
Perciò, fratelli, noi non siamo buoni
e
siam legati al ciclo naturale:
mangiare,
sfuggire ai predatori,
non farsi cibo,
crescere
riprodursi
e
poi morire.
E’
un giro eterno
o
forse una galera
da
cui fuggire può
chi gode d’ali
[2]
e
può solcare cieli di bontà.
I
buoni son capaci di scavare
profonde fosse in terra
e
seppellire
quel grumo d’egoismo traditore
che la madre natura ci addossò.
Ma
l’egoismo è talpa
che non muore:
sterra, sbanca terreno
e
infin... riappare.
Eppure, o Guido, ti facesti amare
perché, domando in te
l’avida fiera
[3],
riuscisti a conquistare la bontà.
E
ancora dopo tant’anni mi risuona
il
timbro della tua voce argentina.
A
tutti rivolgevi parole nobili,
ognuno tu fissavi con gli occhi splendidi
che contro i rei
[4] mandavano
bagliori.
D’antico cavaliere avesti l’animo,
lo
sguardo fiero di possente aquila,
di
mite agnello il cuore e la bontà.
[1] Madre Natura
[2] Chi sa
elevarsi rispetto alle miserie della vita quotidiana
[3] L’umana
cupidigia
[4] Le persone
malvagie